8 cibi associati a un possibile aumento del rischio di tumore: quali sono

Apri il frigorifero e ti ritrovi davanti un po’ di salumi, una bibita zuccherata, un piatto pronto e qualche snack confezionato. Alcuni però, se finiscono in tavola troppo spesso, sono collegati a un possibile aumento del rischio di tumori, stando a quanto riportato da realtà di riferimento come AIRC, IARC e dalle linee guida nutrizionali italiane.

I 8 alimenti o categorie da tenere sotto controllo

1. Carni rosse

Manzo, maiale, agnello e in generale le carni rosse. C’entra anche il ferro eme, un tipo di ferro presente nei tessuti animali. Alcuni studi osservazionali, tra cui il grande progetto europeo EPIC, hanno notato un rischio maggiore di tumore del colon-retto in chi ne consuma quantità elevate.

2. Carni conservate e processate

Salumi, wurstel, salsicce, bacon e carni in scatola sono tutti esempi di carne processata, quelle che passano da lavorazioni e trattamenti vari prima di arrivare in tavola. Qui entrano in gioco conservazione, affumicatura, salagione e la presenza di nitriti e nitrati, sostanze usate per motivi di sicurezza e per mantenere il colore. La classificazione della IARC su questo tema riguarda quando il consumo diventa abituale e ripetuto.

3. Alimenti ultra-processati

Snack confezionati, merendine, bibite gasate, piatti già pronti, certi surgelati pieni di passaggi in più. Un alimento ultra-processato è un prodotto messo insieme con ingredienti molto raffinati, additivi, aromi e combinazioni. Alcuni studi li collegano a un rischio più elevato di cambiamenti nel microbiota e di lesioni che possono precedere quelle del colon-retto.

4. Grassi saturi di origine animale

Burro, strutto, panna, formaggi molto grassi e carni con molto grasso dovrebbero trovare spazio in una dieta equilibrata, ma senza esagerare. Non c’è un collegamento automatico tra un singolo alimento e lo sviluppo di un tumore; una dieta però molto ricca di grassi saturi e povera di fibre, legumi e verdure tende a favorire un profilo metabolico meno favorevole.

5. Zuccheri raffinati e aggiunti

Dolci confezionati, bevande zuccherate, creme spalmabili e parecchi prodotti da forno portano con sé davvero tanti zuccheri, spesso più di quanto ci si renda conto. Qui conviene fare una distinzione: da una parte ci sono gli zuccheri aggiunti, dall’altra quelli che si trovano già nella frutta in modo naturale.

6. Alimenti troppo ricchi di sodio

Sale, conserve molto salate, snack da sgranocchiare, alcune zuppe pronte e diversi insaccati possono far superare facilmente le quantità raccomandate. Un apporto elevato di sodio viene collegato a un rischio più alto di tumore gastrico, soprattutto quando a tavola finiscono pochi cibi freschi.

7. Bevande alcoliche

Vino, birra, cocktail o superalcolici hanno tutti in comune l’etanolo. A fare la differenza non è solo che cosa si beve, ma quanto spesso e in che quantità.

8. Cibi contaminati da aflatossine

Le aflatossine sono sostanze tossiche prodotte da alcune muffe che possono finire su cereali, mais, legumi, frutta secca e mangimi conservati male. Non è detto che si notino a occhio nudo, anzi spesso non si vede niente. Sono conosciute per il loro effetto sul DNA, con un’attenzione particolare al fegato.

Come ridurre il rischio nella vita di tutti i giorni

Chi si occupa di nutrizione, ma anche molti appassionati di cucina attenta alla salute, segue qualche regola abbastanza semplice:

  • leggere le etichette, facendo un po’ più caso a sale, zuccheri e nitriti
  • giocare un po’ di più con le fonti proteiche, usando anche legumi, pesce e uova
  • tenere salumi e piatti pronti come qualcosa da mangiare, sì, ma non tutti i giorni
  • dare un’occhiata alla conservazione di cereali, farine e frutta secca, che non sempre ci si pensa
  • avvicinarsi il più possibile al modello della dieta mediterranea

Il rischio è legato a quantità, frequenza, stile di vita complessivo e condizioni individuali. Nessun alimento, preso da solo, “fa venire” un tumore in modo automatico.

Redazione Poliambulatorio News

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