Prurito in alcune zone del corpo? Ecco quando può segnalare un problema al fegato

Magari il prurito si ripresenta spesso, soprattutto di notte, e sulla pelle non vedi nulla di strano, nessun segno chiaro che lo spieghi. In mezzo alle possibili cause c’è anche il fegato, che a volte manda segnali un po’ nascosti così.

Quando il prurito può dipendere dal fegato

La situazione più comune è la colestasi, cioè quando il normale flusso della bile rallenta parecchio o quasi si ferma. La bile è un liquido che il fegato produce per aiutare a digerire i grassi. Se però non riesce a scorrere come dovrebbe, alcune sostanze tendono ad accumularsi nell’organismo e possono favorire la comparsa del prurito.

Capita in alcune malattie epatiche colestatiche, come la colangite biliare primaria o la colangite sclerosante primaria, ma anche quando c’è un’ostruzione biliare, ad esempio per dei calcoli. In queste situazioni il prurito può comparire prima degli altri disturbi.

Nella pratica quotidiana, i medici si imbattono spesso in un dettaglio: quel fastidio tende a farsi sentire di più la sera, oppure nel cuore della notte. A influenzarlo entra in gioco anche il ritmo circadiano, cioè quelle variazioni naturali che il corpo attraversa nell’arco delle 24 ore.

Le zone del corpo che meritano attenzione

Il prurito legato al fegato può essere anche piuttosto diffuso, però alcune parti del corpo vengono nominate:

  • palmi delle mani
  • piante dei piedi
  • braccia e gambe
  • tronco, in modo particolare di notte

All’inizio la pelle può sembrare praticamente normale. Le lesioni sono spesso la conseguenza del grattarsi, con piccole escoriazioni e crosticine.

Il prurito epatico è diverso da tanti altri fastidi della pelle, quelli in cui si nota qualcosa di visibile, come una dermatite, un eczema o una reazione allergica.

Quando iniziare a farsi qualche domanda

Il prurito, preso da solo, di solito non è sufficiente per parlare subito di malattia del fegato. Di solito conta molto di più se compaiono anche altri segnali insieme.

  • ittero, cioè pelle o occhi che diventano un po’ giallastri
  • urine scure
  • feci molto chiare
  • stanchezza forte che non passa
  • nausea o poca voglia di mangiare
  • gonfiore alla pancia o alle gambe
  • tendenza a fare lividi con facilità
  • prurito continuo

Come capire se è coinvolto il fegato

Quando si sospetta che il problema parta dal fegato, si comincia di solito con alcuni controlli scelti con un certo criterio. Il punto di partenza quasi sempre è rappresentato dalle analisi del sangue, con:

  • bilirubina
  • fosfatasi alcalina
  • GGT
  • transaminasi

A questi esami può affiancarsi anche un’ecografia epatica. Se dovesse servire, il medico può suggerire altri controlli più mirati.

Va tenuto a mente che il prurito può dipendere da moltissime altre cose, spesso anche più comuni, come pelle secca, allergie, dermatiti, problemi alla tiroide o ai reni.

Se il prurito si concentra solo in certi punti, tende a farsi più intenso di notte e compaiono anche urine scure, ittero o una stanchezza che sembra non passare. Può essere utile fare attenzione a quando arriva, in quali zone si fa sentire di più e a eventuali altri segnali.

Redazione Poliambulatorio News

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