Vitamina B12: i sintomi di una carenza che molte persone tendono a sottovalutare

Ti svegli che sei già scarico, ti sembra di avere il corpo più pesante del solito e le scale diventano una piccola impresa. Spunta quel formicolio alle dita, qualche buco di memoria qua e là, un nervosismo che non ti riconosci. A volte, dietro a questo miscuglio di segnali c’è una carenza di vitamina B12, che può avanzare a rilento e restare per mesi.

La vitamina B12 è fondamentale per la produzione dei globuli rossi, per far funzionare il sistema nervoso e per i processi che riguardano anche i neurotrasmettitori, come serotonina e dopamina, sostanze che modulano umore e attenzione.

I segnali che spesso vengono scambiati per altro

Uno dei primi campanelli d’allarme è la stanchezza cronica. È una fatica che non passa neanche dopo aver dormito o essersi “presi una pausa” e che a volte si accompagna a fiato corto, senso di debolezza e poca resistenza quando si prova a fare qualcosa di più impegnativo. Quando la carenza è collegata a un quadro di anemia, ai tessuti arriva meno ossigeno.

Un altro segnale ha a che fare con i nervi. Formicolio, mani e piedi un po’ intorpiditi, quella sensazione strana sotto le piante quando tocchi il pavimento, piccoli giramenti di testa o una leggera instabilità quando cammini. I medici parlano di parestesie quando la sensibilità cambia o si altera, e con la carenza di B12 tendono a farsi vedere piano piano. Molte persone arrivano dopo settimane, a volte mesi, pensando che sia solo una postura un po’ storta, la stanchezza, lo stress di periodo.

E poi arrivano i sintomi mentali. Fai più fatica a concentrarti, la memoria non è più così scattante, ti irriti facilmente, l’umore si abbassa, c’è una specie di ansia leggera che rimane sullo sfondo.

Bocca, pelle e intestino, segnali più discreti ma comunque utili

La carenza a volte si fa notare anche davanti allo specchio. Una lingua molto liscia, arrossata o che fa male, quella che i medici chiamano glossite, oppure piccole spaccature in bocca, possono dare qualche indizio. Pallore, mal di testa, una leggera sfumatura giallastra sulla pelle, capelli che si spezzano più facilmente o una vista un po’ offuscata.

Anche l’intestino ogni tanto “parla”: può farsi sentire con nausea, stitichezza o diarrea. Presi da soli, questi fastidi non spiegano granché.

Perché è così facile non farci caso

Le scorte di B12 nel fegato restano lì per parecchio tempo. Per questo la carenza non esplode all’improvviso, ma si insinua piano. Finisce per assomigliare a una carenza di ferro, a un ipotiroidismo, a uno stress che non passa mai o a una stanchezza.

E non è detto che sia sempre colpa di quello che mangi o di quanto mangi. Può farsi vedere anche per malassorbimento, gastrite autoimmune, disturbi intestinali, età più avanzata o uso a lungo termine di certi farmaci, come quelli che riducono l’acidità dello stomaco o la metformina. Nei bambini i segnali possono andare da tremori e svenimenti a piccoli ritardi nella crescita e nello sviluppo.

Cosa fare se ti riconosci in questi sintomi

Il medico guarda l’emocromo, misura la vitamina B12 e può controllare anche altri valori come omocisteina e acido metilmalonico.

Un modo per fare una verifica concreta è questo:

  • chiediti da quanto tempo va avanti questa stanchezza, se ormai sono passate settimane
  • fai caso se compaiono formicolii che tornano, anche lievi ma ripetuti
  • osserva se noti cambiamenti nella memoria, nell’umore o nel modo di camminare e stare in piedi
  • racconta al medico cosa mangi di solito, quali farmaci prendi e se hai disturbi gastrointestinali

Quando la carenza viene individuata abbastanza presto. Se però i sintomi neurologici rimangono nell’ombra per troppo tempo.

Redazione Poliambulatorio News

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