Mentre ti infili la maglietta, senti il tessuto che gratta su un lato e, senza quasi capire da dove arrivi, arriva un bruciore strano, tipo una piccola scossa, ma più fastidiosa che dolorosa. All’inizio sembra niente di che: un po’ di irritazione, forse un dolore muscolare messo lì a caso; poi però quella zona diventa più suscettibile, ti dà noia anche se la tocchi appena, e dopo uno o due giorni compaiono delle bollicine. Molto spesso il fuoco di Sant’Antonio, cioè l’herpes zoster, si presenta proprio così: è il vecchio virus della varicella che, rimasto nascosto in silenzio per anni, all’improvviso decide di rimettersi in movimento.
Dopo la varicella il virus, in realtà, non sparisce davvero. Rimane lì, un po’ in sordina, nascosto nei gangli nervosi, e ogni tanto può “risvegliarsi”, soprattutto quando le difese immunitarie si abbassano. Da solo lo stress di solito non è sufficiente a scatenarlo, però può sicuramente dare una spinta in quella direzione, insieme all’età avanzata, alle terapie immunosoppressive o a momenti in cui il sistema immunitario è particolarmente fragile.
I primi segnali, ancora prima che compaiano le vescicole
La fase iniziale, chiamata prodromica, può farsi notare anche 1-7 giorni prima che la pelle inizi a mostrare l’eruzione. Ed è proprio qui che la faccenda si fa un po’ ambigua: i sintomi, a guardarli così, sembrano quasi sfumati, niente che salti davvero all’occhio.
Di solito saltano all’occhio soprattutto questi segnali:
- dolore che brucia o arriva a fitte, anche all’improvviso
- formicolio
- prurito
- maggiore sensibilità al tatto
- sensazione di punture o piccole scosse in una zona ben precisa
Questi fastidi di solito seguono il percorso di un nervo, in un’area chiamata dermatomero, e quasi sempre compaiono su un solo lato del corpo. Più facilmente si notano su torace, addome o schiena, anche se a volte possono comparire anche su viso e collo.
Nella vita di tutti i giorni, molti pazienti dicono che il dolore arriva ancora prima che la pelle cominci a cambiare colore, e questo li spiazza un po’. C’è chi lo descrive come un dolore muscolare, chi invece lo sente più simile a un mal di denti o a un crampo alla pancia, soprattutto quando lo sfogo sulla pelle ancora non si vede.
Come appare sulla pelle
Dopo i primi fastidi, nella zona che duole la pelle comincia a diventare rossa e compaiono delle vescicole a grappolo, piene di liquido, che ricordano un po’ quelle della varicella. Di solito l’eruzione sulla pelle si distribuisce in un modo piuttosto tipico:
- tende a restare solo da una parte
- quasi mai oltrepassa la linea centrale del corpo
- spesso si concentra in una fascia o in una zona abbastanza delimitata
Nell’arco di 7-14 giorni le vescicole in genere si rompono o si seccano e, al posto loro, compaiono delle croste. Per arrivare a una guarigione completa servono di solito 2-4 settimane, anche se in certi casi possono restare qualche segnetto o una certa sensibilità della pelle.
Sintomi collegati e segnali da non sottovalutare
Quando compare lo sfogo sulla pelle, può capitare che si notino anche:
- febbre
- mal di testa
- brividi
- stanchezza
- sensibilità fastidiosa alla luce
- a volte possono presentarsi anche dolori addominali
Ci sono poi situazioni che meritano un’attenzione un po’ più stretta. Quando lo zoster arriva a interessare l’occhio, la vista può davvero essere messa a rischio. Se invece si localizza all’orecchio, si può sviluppare uno zoster oticus, che in certi casi porta con sé un dolore molto intenso e una paralisi facciale. Anche le lesioni dentro la bocca o sul viso non andrebbero sottovalutate e hanno bisogno di una valutazione in tempi brevi.
La complicanza più comune è la nevralgia post erpetica, cioè quel dolore che continua a farsi sentire anche quando le lesioni sono già guarite. Il rischio aumenta con l’età, in particolare se l’episodio è stato molto forte e impegnativo.
Cosa fare subito
Di solito la diagnosi parte da come compaiono i sintomi e da che aspetto ha il rash. Medici di famiglia, dermatologi e infettivologi in genere riconoscono la situazione, soprattutto quando la distribuzione è quella tipica, quella che capita di vedere spesso. Se però qualcosa non convince, si può ricorrere ad accertamenti un po’ più mirati.
Il trattamento con farmaci antivirali dà risultati migliori quando si inizia piuttosto presto, idealmente entro 72 ore da quando spuntano le vescicole. Così, spesso, la malattia dura un po’ meno, il dolore tende a essere più sopportabile e il rischio di complicazioni si mantiene più basso.
Quando contattare il medico senza aspettare
- dolore molto forte con vescicole che compaiono solo su un lato del corpo
- lesioni in zona occhio, orecchio o sul viso
- febbre alta o una forte sensazione di stare davvero male
- età avanzata o difese immunitarie piuttosto basse
Far caso a questi segnali, a volte, cambia parecchio le cose. Un dolore strano, ben localizzato, che si accompagna a bruciore, formicolio e poi a vescicole messe “a cintura” lungo la pelle… non è qualcosa da lasciare lì ad aspettare che passi da solo. Di solito non succede. Molto meglio farsi controllare in fretta: spesso così il disturbo si riesce a tenere un po’ più sotto controllo e le conseguenze più fastidiose, nella vita di tutti i giorni, pesano un po’ meno.




