Diverticoli, diverticolosi e diverticolite: cosa sono e come si trattano

Ti pieghi per allacciare una scarpa, senti un dolore basso a sinistra nell’addome e pensi a un fastidio passeggero. Se però quel dolore torna, magari con gonfiore, febbre o alvo irregolare, il medico può valutare una malattia diverticolare. Tutto parte da piccole tasche della parete intestinale che, nella maggior parte dei casi, restano silenziose.

Capire la differenza

I diverticoli sono piccole estroflessioni della parete del colon, spesso nel sigma, cioè il tratto finale dell’intestino crasso. Si formano quando la mucosa spinge verso l’esterno in punti più deboli, favorita da pressione elevata, feci dure e alterata motilità intestinale.

La diverticolosi è semplicemente la presenza di questi diverticoli. Molte persone non se ne accorgono affatto e li scoprono per caso durante esami eseguiti per altri motivi. Nei Paesi occidentali è frequente dopo i 40, 50 o 60 anni.

La diverticolite, invece, è l’infiammazione di uno o più diverticoli. Qui il quadro cambia, perché possono comparire dolore importante, febbre e, nei casi più seri, complicanze come ascessi, perforazione, fistole o perfino peritonite.

Perché si formano

I fattori più comuni sono abbastanza noti ai gastroenterologi:

  • dieta povera di fibre
  • stitichezza cronica
  • sforzo evacuatorio ripetuto
  • età avanzata
  • alterazioni della motilità intestinale

Nella pratica, chi beve poco, si muove poco e tende a evacuare con difficoltà spesso riceve consigli molto concreti prima ancora di parlare di farmaci.

Sintomi da non confondere

La diverticolosi è spesso asintomatica, ma può dare fastidio lieve, gonfiore o dolore cronico sfumato.

La diverticolite acuta tende invece a dare:

  • dolore addominale, spesso nei quadranti inferiori
  • febbre
  • nausea o vomito
  • stipsi o diarrea
  • aumento degli indici infiammatori negli esami del sangue

Se il dolore diventa intenso e diffuso, serve una valutazione rapida.

Come si tratta

Per la diverticolosi, l’obiettivo è prevenire:

  • più fibre da frutta, verdura e cereali integrali
  • buona idratazione
  • attività fisica regolare
  • controllo della stitichezza

In alcuni casi sintomatici il medico può considerare probiotici o farmaci che migliorano la motilità.

Nella diverticolite non complicata, il trattamento può includere antibiotici, riposo intestinale e dieta liquida o leggera, da modulare in base alla risposta clinica. Se invece ci sono complicanze, si ricorre a ricovero, antibiotici per via endovenosa, drenaggio di eventuali ascessi e, quando necessario, chirurgia.

Per la diagnosi, gli esami più usati sono TC e, fuori dalla fase acuta, colonscopia. Il punto pratico è semplice: un intestino regolare si protegge ogni giorno, ma quando compare un dolore addominale nuovo, localizzato e persistente, non va gestito da soli.

Redazione Poliambulatorio News

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