Magari al mattino ti ritrovi a schiarirti la voce pensando sia solo un po’ di freddo preso la sera prima, e invece, giorno dopo giorno, quella raucedine non se ne va. I tumori della gola, cioè di faringe e laringe, all’inizio possono sembrare gli stessi piccoli fastidi di sempre.
I segnali da non prendere alla leggera
I disturbi più comuni non sono sempre forti o evidenti, però spesso continuano per più di 2 o 3 settimane. Tra quelli che gli specialisti ORL notano più di frequente rientrano:
- mal di gola che non passa
- voce roca o che cambia spesso senza motivo chiaro
- fatica a deglutire, che in medicina viene chiamata disfagia
- dolore quando si deglutisce, noto come odinofagia
- sensazione di qualcosa in gola che sembra non andare giù
- tosse che va avanti da tempo, a volte con piccole tracce di sangue
- gonfiore o piccoli noduli al collo
- calo di peso senza una spiegazione chiara
- dolore all’orecchio
Si parla di otalgia riflessa quando il dolore si sente all’orecchio ma in realtà parte dalla gola, per il modo in cui i nervi mettono in comunicazione queste due zone.
Perché questi sintomi confondono
Nella vita di tutti i giorni, la maggior parte delle persone pensa subito a una faringite, al reflusso o a una laringite dovuta al periodo dell’anno. Quello che i medici ripetono spesso, anche nelle campagne di AIRC e nei centri oncologici specializzati come l’IRST, è: se il fastidio non se ne va, va fatto controllare.
La zona in cui si sviluppa il tumore può far cambiare i segnali che manda il corpo. Per esempio:
- nell’orofaringe si possono avvertire sensazioni in bocca, compaiono ulcere che non si chiudono, oppure macchie bianche o rosse che restano lì
- nella laringe di solito ci si accorge che la voce cambia
- in alcune zone più interne possono presentarsi naso chiuso, piccole perdite di sangue dal naso, russamento o otiti che tornano spesso
Come riconoscere i campanelli d’allarme a casa
L’autodiagnosi non sostituisce il medico. Davanti allo specchio puoi provare a osservare:
- se in bocca noti piaghe, rigonfiamenti o specie di placche
- se nel collo compare un nodulo nuovo o ti sembra che un lato sia più gonfio
- se la voce è cambiata e resta diversa nel tempo
- se mangiare cibi solidi ti risulta diventato più faticoso o scomodo
Quando sentire il medico
Vale la pena farsi vedere se i disturbi vanno avanti per più di due settimane, soprattutto quando tendono a presentarsi tutti insieme. Di solito si parte dal medico di base, poi, se serve, si passa all’otorinolaringoiatra. Tra i controlli più frequenti c’è l’endoscopia con una piccola sonda flessibile: consente di osservare le mucose della gola.
Molto più spesso c’entrano reflusso, infezioni, allergie o semplicemente l’uso intenso della voce.
Un promemoria utile ogni giorno
Se un mal di gola, una voce che cambia, un dolore all’orecchio o un nodulo al collo continuano a farsi sentire senza un motivo evidente, forse non è il caso di rimandare troppo a lungo.




