Nodulo dietro l’orecchio: quando osservarlo e quando parlarne con il medico

Ti lavi i capelli, sfiori la zona dietro l’orecchio e, all’improvviso, sotto le dita senti una piccola pallina. Nella grande maggioranza dei casi è un linfonodo ingrossato, cioè il modo in cui il sistema immunitario reagisce a un’infezione o a un’infiammazione lì vicino.

Dietro l’orecchio ci sono alcuni linfonodi che tengono d’occhio zone come il cuoio capelluto, l’orecchio, la gola e una parte del viso. Quando in una di queste aree succede qualcosa possono gonfiarsi e restare così per alcuni giorni, a volte anche per qualche settimana.

Perché può comparire

Di solito le ragioni sono:

  • infezioni virali, come raffreddore, influenza, mononucleosi, rosolia o COVID
  • infezioni batteriche, per esempio otite, tonsillite, infezioni delle vie respiratorie, disturbi ai denti o alle gengive
  • infiammazioni locali, per esempio foruncoli, graffi, irritazioni del cuoio capelluto o piccole ferite
  • formazioni benigne, come lipoma, cisti sebacea o acne cistica

Il lipoma è un agglomerato di tessuto adiposo benigno. La cisti sebacea si forma quando una piccola ghiandola della pelle si blocca: può gonfiarsi, infiammarsi e diventare dolente o arrossata.

Quando puoi limitarti a tenerlo d’occhio

Se il nodulo arriva insieme a un po’ di mal di gola, naso chiuso, tosse, stanchezza o a un leggero sfogo sul cuoio capelluto, vedere come cambia nei giorni successivi.

Quando:

  • è piuttosto morbido, un po’ elastico
  • si sposta leggermente sotto le dita, quindi risulta mobile
  • al tatto è un po’ dolorante
  • non sembra aumentare di dimensioni in poco tempo
  • tende a ridursi nell’arco di 2 o 3 settimane

Nella vita di tutti i giorni, molti medici suggeriscono di evitare di palparlo di continuo.

Come tenerlo d’occhio a casa in modo davvero utile

Un controllo semplice, fatto con un po’ di attenzione.

  1. se puoi, segnati il giorno in cui l’hai notato la prima volta
  2. fai caso se compaiono sintomi di infezione, tipo mal di gola, raffreddore o dolore all’orecchio
  3. guarda se la pelle è arrossata, più calda del solito o molto sensibile al tatto
  4. riguardalo ogni 2 o 3 giorni
  5. cerca di non schiacciarlo e di non massaggiarlo

Dopo un’infezione delle vie aeree o un’otite, un linfonodo leggermente ingrossato può restare palpabile per un po’ di tempo.

Quando parlarne con il medico

Conviene sentire il medico se il nodulo:

  • è duro al tatto
  • rimane fermo, quasi come se fosse attaccato ai tessuti
  • è indolore, però continua a crescere
  • non cambia molto dopo 2 o 3 settimane
  • spunta senza alcun segno evidente di infezione

Meglio farsi vedere da un medico anche se insieme compaiono segnali come:

  • febbre molto alta
  • dolore forte o che peggiora in poco tempo
  • pus o un arrossamento che si allarga
  • orecchio che sembra un po’ spinto in avanti
  • calo di peso senza una spiegazione chiara
  • sudorazioni notturne
  • stanchezza intensa

In certe situazioni bisogna escludere complicazioni come la mastoidite, che può presentarsi dopo un’otite, oppure prendere in considerazione cause meno frequenti, comprese alcune malattie del sistema linfatico o condizioni infiammatorie più generali.

Cosa aspettarti dalla visita

Nel corso della visita, il medico osserva e palpa la zona, valutando dimensione, consistenza, mobilità, dolore, eventuali altri disturbi collegati e gola, orecchie, naso, denti e cuoio capelluto. Può proporre esami del sangue, un’ecografia o l’invio a uno specialista.

Nella maggior parte dei casi, quel nodulo dietro l’orecchio ha a che fare con qualcosa di temporaneo e tende a sparire quando l’infezione si calma. Se è comparso insieme a disturbi leggeri e pian piano si sgonfia, si può anche limitarsi a tenerlo d’occhio; se invece non va via, aumenta di volume o ti sembra “strano” per forma, consistenza o aspetto, il passo è farlo valutare dal medico.

Redazione Poliambulatorio News

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